Il menu della salute | I segreti cilentani della dieta mediterranea

Secondo molti nutrizionisti la dieta mediterranea è il regime alimentare più salutare ed equilibrato che esista al mondo. E questa particolare dieta è nata nel Cilento, per la precisione a Pioppi, frazione del comune di Pollica.

Qui il medico epidemiologo e fisiologo americano Ancel Keys portò avanti per oltre quattro decenni importantissimi studi sull’alimentazione locale, poi definita dieta mediterranea. Un regime oggi riconosciuto come patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco.

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Alla scoperta della dieta mediterranea (Pxhere) – www.cilentolive.com

Ma quali sono gli alimenti principali e le ricette che fanno di questa dieta un faro per la salute e il benessere rispettato in tutto il mondo? Di certo, in Cilento si vive e si mangia bene. E Pollica è un paesino storicamente abitato da centenari. Tutto ciò, secondo Keys, si doveva agli eccezionali prodotti locali e alla particolare dieta (una dieta povera, di contadini e pescatori) seguita da bambini, adulti e anziani.

Oggi Pollica è una delle sette comunità simbolo della dieta mediterranea individuate dall’Unesco, ma ne è anche la capitale storica e simbolica, se così si può dire, dato che è nata lì. Keys scoprì infatti proprio a Pioppi un nesso diretto tra regime alimentare sano e riduzione delle patologie cardiovascolari.

Secondo lo studioso americano la dieta mediterranea rivelava in sé il principio massimo della varietà di alimenti allo scopo di soddisfare i fabbisogni nutrizionali. Ed esiste uno schema, mutuato proprio dalle abitudini alimentari cilentane. Keys notò che gli abitanti di Pioppi mangiavano tre volte a giorno. Consumavano quasi ogni giorno tre porzioni di frutta e due di verdura. Mangiavano poi cereali (pasta e pane) una o due volte al giorno (una porzione a ogni pasto principale). Attenzione: i cerali in questione dovevano essere non raffinati. Cioè pane di grano integrale, pasta di grano integrale, riso bruno…

Si consumava pesce (in particolare pesce azzurro) almeno due volte a settimana. Anche la carne bianca e i formaggi (la mozzarella di bufala o il formaggio di capra) finivano a tavola due volte a settimana. La carne rossa, invece, compariva una volta sola ogni sette giorni, così come gli affetti (raramente insaccati).

I contadini e i pescatori di Pioppi consumavano massimo tre uova a settimana, ma mangiavano molti legumi, in particolare ceci e fagioli. Usavano moltissimo l’olio d’oliva. Evitavano gli alimenti troppo grassi e il burro. E poi cucinavano tutto con lentezza. Raramente ci si concedeva dolci. E soprattutto le ricette contenevano poco sale.

La dieta mediterranea: il segreto della longevità nel Cilento

Seguendo questo schema, adatto anche alle persone anziane, si riduce il rischio di malattie cardiovascolari e anche del diabete e del cancro. I prodotti devono però essere sani, biologici. Ed è necessario dimenticare l’orologio. Deve essere la natura a dettare i tempi del cibo, come produzione, preparazione e consumo. Ecco come lo studioso americano è riuscito a scoprire la vera ricchezza in una società povera, lontana da grandi centri e dal consumismo.

Pioppi, spiaggia - www.cilentolive.com
Pioppi, la capitale della dieta di Kyes (wikipedia) – www.cilentolive.com

Seguire la dieta mediterranea è facile e gratificante. Significa consumare cibo sano, carente di grassi saturi, ricordarsi di portare a tavola verdura, frutta, cereali e olio d’oliva, ma anche una moderata quantità di vino. Non bisogna rinunciare ai carboidrati: anzi, la pasta è un elemento fondamentale. E poi bisogna saper scegliere pesci poveri, buoni formaggi, odori che esaltino i piatti. Si deve vivere slow.

Se avete voglia di approfondire la questione, quest’estate recatevi a Pioppi, dove c’è il mare e c’è anche il grande ecomuseo (o museo diffuso) della dieta mediterranea: il Museo Vivente della Dieta Mediterranea. Un luogo che celebra Keys e la vita tradizionale e culturale cilentana. i grandi piatti locali e i prodotti tipici (mozzarella di bufala, caciocavallo, carciofi, ceci, zucca, fichi bianchi…).