“Ho sempre fame!” | L’appetito può essere placato quando non è fisiologico ma dipende da stress o edonismo

La fame è un impulso fisiologico, ma non sempre ha a che fare con la necessità di nutrirsi. Molte volte il corpo richiede calorie di cui non ha bisogno. Chi mangia a causa dello stress o perché incapace di resistere al piacere può quindi imparare a sconfiggere questo bisogno.

Quando si sente fame vuol dire sostanzialmente che il corpo necessita di energia. La sensazione che chiamiamo appetito o senso di fame è infatti regolata da centinaia di segnali ormonali che concorrono per dar origine a un bisogno.

Fame nervosa - www.cilentolive.com
Come combattere la fame nervosa? (Flickr) – www.cilentolive.com

Mangiando i nutrienti stimolano dei recettori che segnalano al cervello il raggiungimento della sazietà. Ma dato che alla soddisfazione del bisogno è legato anche un senso di piacere (se il corpo non collegasse il piacere al nutrimento, probabilmente non ci nutriremmo più), molte volte la fame fisiologica è confusa con l’appetito cosiddetto nervoso o edonistico.

La fame collegata alle emozioni o al piacere non ha infatti alcuna ragione metabolica. Sorge per colmare esigenze mentali, emotive e circostanziali. Si mangia cioè per trovare conforto, per noia o perché si è stressati.

Una recente ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua, realizzata in collaborazione con Slow Food, ha rivelato che otto italiani su dieci, sottoposti a stress, non sono in grado di controllare le loro scelte alimentari. In pratica mangiano più del dovuto, oppure preferiscono cibi dannosi ad altri più salutari.

Si è abituati a collegare lo stress al calo di appetito e a vari disturbi gastrointestinali, ma a a quanto pare  le persone stressate mangiano di più e peggio. In molte cedono ad alimenti loro prescritti e all’alcol. Il gonfiore, il bruciore e l’acidità di stomaco, quindi, non sono conseguenze dirette dello stress, ma effetti dovuti alla cattiva alimentazione favorita dal disagio.

Il problema è fondamentalmente culturale. Moltissime persone intendono il cibo come un fatto necessario o un piacere, e di rado lo interpretano come un contenuto benefico, da scegliere e preparare con accortezza in modo da trarne vantaggi per la salute, vitamine, proteine e altri nutrienti essenziali. Tale ragionamento spinge gli individui a consumare cibi che soddisfano la gola più che di buona qualità. In più, in situazioni di stress gli uomini sembrano meno capaci di resistere alle tentazioni dello stomaco o della fretta.  Lo stress, è un fatto, ci induce a rivoluzionare le nostre abitudini e a lasciarci andare.

Perché ho sempre fame?

Quando il senso di fame non si placa nemmeno dopo un pasto sostanzioso, probabilmente il soggetto è fortemente stressato, è stato educato male all’alimentazione oppure soffre di polifagia, cioè di una condizione patologica che determina la sensazione di appetito esagerato.

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Appetito nervoso o fisiologico (Pxhere) – www.cilentolive.com

Da un punto di vista fisiologico, questo appetito fuori controllo potrebbe dipendere anche dal diabete. Chi soffre di diabete, infatti, non riesce a trasformare gli zuccheri in energia, e per questo è alla ricerca continua di cibo. Nel diabete di tipo 1 con l’appetito cresce anche il dimagrimento. Invece, con il diabete di tipo 2 non c’è deperimento. E quindi i soggetti diventano spesso in sovrappeso od obesi.

L’appetito costante può anche derivare dal non riposare a sufficienza. Chi non dorme altera il normale funzionamento degli ormoni che controllano lo stimolo della fame. Bisogna poi anche considerare la tiroide, una ghiandola posizionata nel collo che produce ormoni che controllano la velocità con cui funziona ogni organo. Se la tiroide lavora troppo e si ingrossa (ipertiroidismo), è usuale provare più appetito del solito.

Lo stress induce un cambiamento della secrezione degli ormoni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Queste secrezioni sviluppano soprattutto il cortisolo, l’che appunto aumenta l’appetito e modifica la scelta dei cibi che si assumono, portando a privilegiare quelli ricchi di grassi e i dolci. Gli alimenti dolci, infatti, riducono nel breve tempo la percezione dello stress e consentono di immagazzinare energia da utilizzare per mettere in atto reazioni di difesa. E a lungo andare questo bisogno si può trasformare in fame nervosa.

Tutte le cause fisiologiche possono essere risolte attraverso una terapia medica. Invece, quando la fame è legata a condizioni emotive o psicologiche, ma anche a una cattiva educazione, è molto più difficile arginarla. Bisogna intervenire con la volontà. E si può, sempre se si parte dalla consapevolezza del problema. Quindi rendersi conto che la propria fame non è “naturale” ma mentale è il primo passo importante da compiere.