Lavarsi troppo spesso le mani è indice di un disagio | Pericolo rupofobia

La rupofobia è la paura ossessiva legata allo sporco. La parola greca rùpos significa appunto sudiciume.

La paura dello sporco può esprimersi attraverso l’angoscia soverchiante verso tutto ciò che può insozzare o contaminare. E dopo il Covid-19, sono sempre più numerose le persone che vivono la pulizia come un atto ossessivo.

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Rupofobia: che cos’è? (Pixabay) – www.cilentolive.com

Il rupofobico può essere ossessionato rispetto alla pulizia del proprio corpo. L’esempio più comune e diffuso è quello di chi non può fare a meno di lavarsi continuamente le mani. Ma è vittima della rupofobia anche chi dedica ossessiva e maniacale attenzione alla pulizia dell’ambiente che lo circonda. Come per esempio la propria casa.

L’ OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda di lavarsi le mani per almeno venti secondi prima e dopo determinate attività critiche. Dopo l’uso del bagno (prima e dopo la minzione, la defecazione, l’igiene mestruale). Ma anche dopo la pulizia del sedere del bambino o il cambio del pannolino. Prima dell’allattamento. Sempre prima di mangiare qualsiasi pasto. E prima e dopo aver preparato il cibo o maneggiato carne, pesce o pollame.

Ovviamente è consigliato lavarsi le mani ogniqualvolta ci si sporca o si entra in contatto con oggetti unti, polverosi… Lo scoppio della pandemia da Covid ha di sicuro portato a una maggiore consapevolezza in molti Paesi sull’importanza di lavarsi le mani con il sapone o con un antibatterico per proteggersi da malattie infettive e contaminazioni varie.

Ma il lavaggio frequente delle mani può causare danni alla pelle dovuti all’essiccazione. In più può essere sintomo di rupofobia. Ossia di un disturbo di ansia che rivela un’insicurezza.

Rupofobia: perché ci laviamo continuamente le mani? 

Secondo Jung il rupofobico non riesce a sopportare e a gestire le proprie mancanze, cioè le naturali “ombre” che caratterizzano ogni essere umano. Con il rito della pulizia il soggetto cerca quindi di difendersi dalla vita e dalle proprie insicurezze.

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Ossessione per la pulizia in casa (Pixabay) – www.cilentolive.com

Tutto ciò può essere sintomo di un’angoscia interiore, che il soggetto trasferisce su un oggetto esterno. La rupofobia evidenzia anche una scarsa fiducia nei confronti dell’ambiente circostante, paura del confronto e incapacità di vivere nel mondo.

Non è infatti naturale né sano ritenere pericoloso qualunque contatto oggetti non perfettamente puliti. Soprattutto se questo sospetto nei confronti dello sporco si trasforma in ossessione o paranoia.

Lavarsene le mani significa in senso lato evitare di assumersi la responsabilità di quello che si vive o affronta. Ponzio Pilato si lavò le mani per lasciare ad altri la decisione di crocifiggere Gesù Cristo.

Chi ha la coscienza sporca, si sente emotivamente fragile o in colpa è statisticamente più incline a lavarsi le mani più spesso di altre. E non è un caso. L’atto è sempre collegato alla rupofobia, anche se intesa in senso morale.

Chi soffre di questa fobia tende a subire pesanti limitazioni nella vita sociale e lavorativa. C’è chi non esce più di casa e chi soffre nell’accogliere altre persone nel proprio spazio. Ovviamente, questo disturbo può essere affrontato e superato con un adeguato percorso psicoterapeutico.