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BASTA AUTO E MOTO NEI SENTIERI DEL CILENTO

“Stop alle moto su mulattiere e sentieri montani”. È l’appello lanciato dalla Sottosezione del Club Alpino Italiano Cilentana di Montano Antilia che, con la partecipazione attiva dei propri soci e insieme alle istituzioni, invita tutti i cittadini a rispettare le regole.

«La salvaguardia e la tutela dell’ambiente sono nostri princìpi – dichiara il presidente Andrea Scagano – e abbiamo il dovere di promuoverli contro lo scempio che troviamo in certe zone».
Da anni, ormai, i frequentatori del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni , escursionisti, sportivi e turisti segnalano e documentano ripetuti incontri e testimonianze del passaggio di motocross e mezzi motorizzati e dei gravi danni conseguenti del loro transito su numerosi sentieri, itinerari e mulattiere del nostro territorio.

Ciò comporta diverse conseguenze secondo il Cai. Di carattere tecnico, con distruzione talvolta irreparabile dei sentieri sottoposti al passaggio improprio e ripetuto dei mezzi meccanici, danni in particolare su terra battuta e con fondo bagnato, nelle zone prative e nei boschi, pregiudicando queste infrastrutture fondamentali per la frequentazione, conoscenza e protezione del territorio montano cilentano; ambientale, con notevoli disagi sia agli escursionisti, camminatori e appassionati alla ricerca di un ambiente salutare, integro e sicuro sia di coloro che vi si trovano per attività professionali o economiche di montagna; infine di sicurezza con motocross innanzitutto, ma anche quad, che rendono molto precaria ed esposta a rischi e pericoli la pratica di ogni forma dell’escursionismo, sia estivo che invernale, con il numero di incidenti a persone in continuo aumento.

La Sottosezione CAI Montano Antilia intende predisporre una scheda che permetta sia ai soci sia a ciascun cittadino di segnalare eventuali abusi da parte di motociclisti e persone al volante direttamente alla nostra sede. In questo modo si spera di avere un quadro completo del fenomeno, così da poter redigere una sorta di mappatura del territorio, rilevandone le criticità. Il passo successivo è «stimolare l’Ente Parco , i Sindaci e chi di dovere affinché pongano un freno con l’emanazione di regolamenti, realizzando un’adeguata segnaletica su percorsi di montagna vietati al traffico delle moto e svolgendo efficaci controlli del transito dei mezzi motorizzati non autorizzati su sentieri, fuori strada e mulattiere. Si spera, dunque, di ricercare le soluzioni più idonee per impedire i rischi alle persone e limitare il negativo impatto ambientale del fenomeno, anche attraverso lo studio e la creazione di aree e percorsi adatti alla pratica dell’intero sport del fuoristrada.

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