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ALBANELLA ESPLODE IL CASO DON EROS NEGA E RIFIUTA IL RIPRISTINO DI UNA ANTICA TRADIZIONE PER LA FESTA PATRONALE

“Allora, don Eros, considerati i festeggiamenti della nostra santa patrona, inseriremo nel contesto civile, in onore di Santa Sofia, ciò che i nostri antenati e forse i fondatori della festa stessa, hanno inserito sin dal primo momento, ovvero un vitellino da latte che custodiremo durante i due giorni nella piazza del paese”.  Così alcune persone, in una nota pizzeria di Albanella, hanno esclamato al cospetto del parroco Don Eros, anch’egli in pizzeria in compagnia di una gentilissima pulzella, che ha negato di netto e perché no, mi sia consentito affermarlo, anche di brutto, la proposta espostagli, affermando inoltre che a lui non piace questa memoria e che non intende inserirla nel contesto specifico. I festeggiamenti della santa patrona di Albanella, Santa Sofia, che si celebreranno il prossimo 15 maggio, non avranno più, questa antichissima tradizione. Il paesino che apre le porte al Cilento, si vede negata di questa leggenda, che i cittadini stessi, hanno chiesto al parroco nella speranza di ripristinare i vecchi ricordi. Ma a quanto sembra e considerati i fatti e la dichiarazione, il parroco, don Eros, proprietario di tutto e tutti e soprattutto delle volontà altrui, è nettamente contrario. Il vitellino da latte, che rappresentava l’antica memoria degli organizzatori, non sarà quindi attuabile. Al vento ordunque, i costumi e le tradizioni di un popolo, che si vede allontanare dalle sue stesse origini. Ma bisogna chiedersi, fino a che punto la parte civile della organizzazione della manifestazione e dei festeggiamenti, debba avere a che fare con la parte religiosa!. Un pò assurdo se si considera che è verbo della chiesa stessa, sacrificare “l’agnello che toglie i peccati dal mondo”. Ma nel caso specifico, non vi è alcun sacrificio. La chiesa dovrebbe mantenersi equidistante dalle posizioni civili e dalle organizzazioni delle feste. La considerazione, che mette da parte gli accordi Lateranensi, non coincide con la particella spirituale che la chiesa obbliga ed impone ai propri fedeli. Va bene le offerte e nessuno ne parla, ma la discussione tra i pochi cittadini e lo stesso parroco, nel contesto di una pizza tra amici ed egli in dolce compagnia, poteva e doveva astenersi dalla quisquiglia che lo stesso parroco ha creato. In pratica Don Eros, un “beat” per molti,  ha anche precisato che la festa non deve celebrarsi in paese e nella piazza che per oltre un secolo ha ospitato l’evento, ma è bene che i festeggiamenti si svolgano nei luoghi dove è allocata la chiesa stessa. Quindi, sta a significare che le feste di S. Ambrogio a Milano e San Gennaro a Napoli, non debbano essere festeggiate per le strade della città?Caro parroco don Eros, forse è meglio che ella stessa, predichi più per le anime di chi ha in paradiso, se paradiso esiste, e curi soprattutto i rapporti con la gente, considerato il modo mediocre o poco sufficiente, se non arrogante e superbo, col quale si è rivolto a quei pochi cittadini che le hanno rivolto la immeritata attenzione. Lei non è il custode della verità, ne tantomeno il portatore della stessa. Si metta da parte e lasci il compito ai civili per ciò che riguarda la loro competenza. A lei spettano eventualmente le anime, che considerato  lo sgarbato modo col quale si è rivolto, bene sarebbe affinchè ella stessa, sostenesse  un corso di educazione civica, di buone maniere e soprattutto le prediche dall’altare, le facesse a se stesso, considerata la sua giovane età, e soprattutto l’inesperienza che la investe nel gestire le famiglie e le spese e le problematiche quotidiane. Giochi col suo crocifisso e le vecchiette che si recano in preghiera. Questa è la sua competenza e nulla più. Il resto è pura vanità. Concetto e criterio, che la chiesa Cattolica, avrebbe e dovrebbe mantenere a distanza e lei rispettarne i criteri. Ma forse la sua arroganza è di netto superiore alla bontà ed alla umiltà di un giovane palestinese chiamato  Cristo o se preferite Yoshua.Giovanni Coscia

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Sergio Vessicchio
Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.
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