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Un ricordo indelebile: Luigino Di Marco a dieci anni dalla morte

All’alba del sedici settembre di dieci anni fa, Luigino Di Marco, già amato sindaco di Agropoli, veniva strappato agli affetti del suo popolo. Perdeva la battaglia con una malattia che affondava profondamente le sue radici nel dolore della decadenza forzata dalla carica di Sindaco di Agropoli, me lo disse lui quando, negli ultimi giorni della sua esistenza terrena, andai a fargli visita. Muoio di dolore, mi disse, ma non smetto di combattere. Se vinco questa battaglia, tornerò a fare il Sindaco di Agropoli.
Così non fu per lui, così non fu per la sua Agropoli.

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Con un dolore immutato oggi ricordo Luigino Di Marco per l’importanza civica di perpetrare la memoria di un uomo di grande valore e sensibilità.
Un uomo buono, amato, leale e semplice. Un uomo dedito alla famiglia e al benessere della collettività.
Agropoli lo pianse molto. La memoria non ha confini.
Il giorno successivo alla sua morte si svolsero i funerali. Con tutta la cittadinanza, anch’io partecipai e vidi sparire la sua cassa nell’auto che lo avrebbe portato al cimitero, nel cielo in quel preciso istante si aprì un immenso arcobaleno.
Fu come un segno, quasi come un messaggio di conforto per chi quel giorno con le lacrime agli occhi volle portare il saluto estremo a un uomo che a soli cinquantadue anni intraprese l’ultimo viaggio.
Ricordare Luigino è particolarmente doloroso. Un uomo caro, disponibile, onesto.
L’amico del popolo agropolese. Quando si candidò e fu eletto, il suo Consiglio Comunale era costituito tutto da persone per bene, tra le altre vi era anche, come è giusto che sia, la presenza di una donna.
Mi piace sottolineare e ricordare questo dato perché non è un dettaglio, ma mostra la coerenza di un’amministrazione attenta, lungimirante e illuminata.
Un consiglio comunale giovane, ben assortito, con molti volti nuovi e quattro consiglieri che già avevano avuto esperienze politiche era il biglietto da visita della allora Casa Comunale.
Tutto sembrò perfetto, ma arrivò una sentenza e il Sindaco fu fatto decadere e il Consiglio Comunale fu sciolto.
Poi ci fu il dolore, la delusione di un uomo che solo per amore si era dedicato alla politica.
Ricordo quando era sindaco, un giorno nella Casa Comunale mi fece vedere i lucidi del progetto dell’edificio del Liceo Scientifico che poi diventò una realtà dopo la sua dipartita. Mi è rimasto il suo entusiasmo mentre mi parlava della realizzazione di quella nuova scuola, di quando mi comunicava la dedizione e l’amore profondo per questa nostra Città di Agropoli.
Tra tutte le qualità quella che maggiormente è importante sottolineare fu, sicuramente, la dignità.
Sono passati dieci anni, Agropoli non dimentica il Sindaco che amava il popolo.

M. Elena Esposito

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