Mistero Paxlovid | L’antivirale che sconfigge il Covid-19 ancora poco usato in Italia

L’antivirale Paxlovid sviluppato contro Covid-19 riduce nettamente i rischi di ospedalizzazione e morte e abbassa anche il rischio di sviluppare il Long Covid. Ecco cosa affermano gli ultimi studi condotti negli USA.

Molte ricerche hanno analizzato i risultati dei pazienti trattati con Paxlovid entro i primi cinque giorni dall’infezione. E pare che il farmaco riduca di quasi l’80% i rischi di ospedalizzazione e del 26% il rischio di sviluppo di sindrome post-infezione.

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Perché in Italia scarseggia il Paxlovid? (Ansa) – www.cilentolive.com

Come sappiamo il Long Covid può comportare lo sviluppo di dolore muscolare, problemi respiratori, nebbia cognitiva, malattie cardiache, patologie del sangue, affaticamento, malattie del fegato e renali. Ma a tre mesi dopo la diagnosi, chi assume il Paxlovid sembra difendersi almeno per il 26% dei casi da questi problemi. Ciò che è più importante è che, nell’immediato, il farmaco antivirale può abbattere i rischi di ospedalizzazione.

Tuttavia in Italia il Paxlovid è ancora poco conosciuto. Sembra che nel nostro Paese ci sia molta diffidenza nei confronti dell’antivirale di Pfizer, anche se molti studiosi hanno dimostrato la sua efficacia. Anche le ultime ricerche confermano che se utilizzato entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi il farmaco riesce a prevenire del 80% il rischio di ospedalizzazione. Nonostante in Italia i medici di base abbiano la possibilità di prescrivere questo antivirale le farmacie territoriali ne sono sprovviste. Dunque si parla di un vero e proprio flop.

Nell’ultima settimana il comitato tecnico sanitario italiano ha fatto sapere che sono stati acquisiti qualcosa ottocentomila trattamenti di Paxlovid, e che dunque l’antivirale è ora più presente nel nostro Paese. Tuttavia i medici continuano a prescrivere preferibilmente il Molnupiravir, che è l’altro antivirale: un farmaco meno efficace e che crea molti più conflitti farmacologici con altri trattamenti.

Antivirale Paxlovid: perché in Italia non si usa?

Negli Stati Uniti, intanto, la grande diffusione del Paxlovid sembra aver reso meno spaventosa la pandemia. Il potente trattamento antivirale è disponibile a tutti e soddisfa molti criteri d’uso, anche per i pazienti più fragili.

Pillola anti-Covid (Ansa) - www.cilentolive.com
Pillola anti-Covid (Ansa) – www.cilentolive.com

L’antivirale è commercializzato già da dicembre 2021, quando la FDA e l’EMA ne hanno autorizzato l’uso. Si tratta di farmaco orale che aiuta a salvaguardare dalla morte e dall’ospedalizzazioni adulti e bambini a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19. Ed è dimostrato come il trattamento agisca anche accorciando i tempi di recupero e riducendo la diffusione del virus.

L’EMA ha presentato il farmaco come trattamento adatto a pazienti ad alto rischio, cioè non vaccinati o fragili (pazienti oncologici, con malattie cardiache, ipertensione, obesità, diabete, disturbi del neurosviluppo, asma e altro ancora). Il trattamento completo consiste in tre pillole da prendere insieme due volte al giorno per cinque giorni. Ma la cosa importante è iniziare il trattamento il prima possibile, subito dopo la diagnosi di Covid. Cioè entro i cinque giorni dall’inizio dei sintomi. Aspettare troppo significa compromettere il funzionamento dell’antivirale.

Per procurarsi il Paxlovid c’è bisogno di una prescrizione del tuo medico. E qui sta il primo intoppo, perché molti medici di base non sono informati sul prodotto o sono ancora vincolati alle disposizioni dettate dal Ministero della Salute un anno fa. Eppure non c’è da aver paura. Il trattamento è provato ed efficace. Due delle tre pillole contengono nirmatrelvir, un principio attivo che impedisce al coronavirus di riprodursi. La terza pillola è piena di ritonavir, che aiuta il nirmatrelvir a non disperdersi nell’organismo.