Dieta chetogenica e rapida perdita del peso: attenzione ai danni per la salute

Tutti pazzi per la dieta chetogenica. Dai VIP ai personal trainer, dalle casalinghe ai vegetariani, tutti sembrano entusiasti della strategia nutrizionale basata sulla drastica riduzione dei carboidrati alimentari.

Nel programma Vite al limite su Real Time, il dottor Nowzaradan consiglia ai suoi pazienti iper-obesi di attuare subito una dieta chetogenica, cioè di eliminare quasi del tutto i carboidrati. In questo modo promette loro di perdere almeno dieci, quindici chili in un mese.

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Niente pasta e pane: la dieta chetogenica (Pixabay) – www.cilentolive.com

Questo tipo di dieta (detta impropriamente low-carb) funziona in quanto costringe l’organismo a produrre autonomamente il glucosio necessario alla sopravvivenza. Per farlo, il corpo aumenta il consumo energetico dei grassi contenuti nel tessuto adiposo e, di conseguenza, si prosciuga di buona parte delle riserve di grasso in poco tempo.

Ecco perché molte persone che hanno bisogno di dimagrire in fretta o molti chili si convertono senza indugi alla dieta chetogenica. Riducendo in modo significativo il consumo di carboidrati, bisogna però aumentare il consumo di proteine e, in particolare, di grassi. Questo per indurre la chetosi, ovvero un processo metabolico di per sé critico: una reazione fisiologica che avviene in situazioni di bassa disponibilità di glucosio, con la malnutrizione o il digiuno.

Quando non ha a disposizione glucosio, l’organismo cerca calorie, cioè energia, nelle proprie riserve di zuccheri immagazzinate nei muscoli e nel fegato. Queste riserve sono ricche di glicogeno, cioè zucchero di deposito.

Ogni grammo di glicogeno è legato a quattro grammi circa di acqua. Perciò la significativa perdita iniziale di peso che di solito si riscontra quando si inaugura una dieta chetogenica è in gran parte effetto di ritenzione idrica. Cioè è una perdita di acqua. Avviene però che anche le riserve di glicogeno nei muscoli e nel fegato si esauriscano. A quel punto l’organismo sarà costretto a sfruttare le riserve di grasso per produrre gli zuccheri necessari per l’energia dei muscoli, del cuore e del cervello. Tale sfruttamento porta però alla rapida diminuzione della massa grassa corporea. Più che di un dimagrimento, quindi, si tratta di un deperimento.

Dieta chetogenica: fa dimagrire ma fa anche male alla salute

Allorquando l’organismo comincia a sfruttare i depositi di grassi in assenza sistematica di carboidrati, produce dei composti chiamati corpi chetonici, che possono appunto fungere da fonti energetiche. Questi corpi, però, diventano assai dannosi quando si accumulano nel sangue.

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Troppe proteine fanno male ai reni e al fegato (Pixabay) – www.cilentolive.com

La chetosi costituisce sì un trattamento consolidato per trattare l’epilessia e il diabete di tipo 2, ma ha anche molti effetti negativi sul nostro corpo. Per esempio può dare origine a gravi patologie neurologiche, alla sindrome metabolica e a tumori. I corpi chetonici si accumulano nelle urine e nelle secrezioni salivari. E quindi chi abusa di una dieta chetogenica si accorgerà che qualcosa non va quando l’urina e l’alito cominceranno a puzzare di marcio. Ciò è indicatore di una stimolazione estrema e dannosa del fegato.

Succede che dopo circa una trentina di giorni di dieta si entra in stato di chetosi. Ciò provoca una forte diminuzione dell’appetito. Per questo sembrerà più facile dimagrire. I chetoni, infatti, rafforzano la sensazione di sazietà inibendo l’attività degli ormoni della fame.

Bisogna sapere che per raggiungere lo stato di chetosi bastano appena quattro settimane. E dalla quinta il corpo entra già in crisi. In generale non bisognerebbe mai interrompere del tutto l’assunzione di carboidrati per più di due mesi. Insistendo con questo regime alimentare sbilanciato si va incontro a un severo incremento del carico del lavoro dei reni e a disidratazione. In più possono verificarsi episodi di ipoglicemia, ipotensione, stipsi, crampi muscolari e palpitazioni.

Ma cosa si mangia durante questa dieta? Sono permessi carne, uova, pesce, formaggi e ortaggi. Bisogna anche introdurre molti grassi, come oli da condimento. Vanno evitati cereali, dolci, frutta, patate, legumi, birra, bibite dolci.

Il famoso dottor Nowzaradan suggerisce ai suoi pazienti una dieta chetogenica ipocalorica. cioè una very low-calorie ketogenic diet, detta anche VLCKD. Questa dieta è caratterizzata da un basso tenore in calorie (circa 800 kcal al giorno), un ridotto apporto di carboidrati, un normale apporto di proteine e un ridotto consumo di grassi. Ma si tratta di un regime alimentare assai sbilanciato che fa male a fegato e reni. Va quindi sconsigliata a tutte le persone che soffrono di insufficienza renale o epatica. La nostra dieta mediterranea è in pratica il contrario della chetogenica. La nostra tradizione punta molto sul consumo di carboidrati (pasta, pane) e proteine vegetali (legumi), riducendo al massimo l’apporto di proteine animali.