La pandemia ha cambiato la nostra personalità… e non in meglio | Lo studio sulle conseguenze psicologiche del Covid

Uno studio su migliaia di individui ha dimostrato come la pandemia da Covid-19 abbia cambiato la personalità dell’essere umano. I cambiamenti in questione sono piccoli ma evidenti. Si tratta di un peggioramento delle qualità sociali e morali.

L’essere umano è meno estroverso e curioso, meno gradevole, aperto, ma un po’ più coscienzioso. E tale mutamento si è verificato dopo la lunga pandemia legata alla diffusione del Covid-19. Lo afferma uno studio americano condotto da Angelina R. Sutin, Yannick Stephan e Martina Luchetti.

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Come la pandemia ha cambiato in peggio la nostra personalità (Pixabay) – www.cilentolive.com

La scienza ha sempre dato per scontato che i tratti della personalità di ogni individuo sono relativamente impermeabili alle pressioni ambientali, che il carattere si forma nei primi anni di vita e di sviluppo e che difficilmente può cambiare. Ma la pandemia da Covid-19 potrebbe aver alterato la personalità di molti individui. Specie i più giovani. Ecco il risultato di uno studio condotto negli Stati Uniti.

La ricerca, pubblicata su PLOS ONE, è firmata dalla professoressa Angelina Sutin del Florida State University College of Medicine e da alcuni suoi colleghi. Bisogna però partire dal fatto che tantissimi studi precedenti avevano stabilito che non vi fosse alcuna correlazione tra eventi stressanti collettivi (come terremoti, sciagure) e il cambiamento della personalità. Secondo il nuovo studio, invece, è lampante come la pandemia, che ha colpito il mondo intero e messo in crisi molti aspetti della vita comune, possa aver modificato in peggio la personalità umana.

I ricercatori hanno utilizzato valutazioni longitudinali della personalità di oltre settemila volontari iscritti allo studio online Understanding America. Per il loro studio, gli scienziati hanno in pratica confrontato i tratti della personalità del modello con cinque fattori: nevroticismo, estroversione, apertura, gradevolezza e coscienziosità. Da un lato avevano le misurazioni pre-pandemia (relative al periodo che andava dal maggio 2014 al febbraio 2020), dall’altro le misurazioni raccolte durante la pandemia. I partecipanti alla ricerca erano per il 41,2% maschi e avevano un’età compresa tra diciotto e i centonove anni.

La pandemia ha cambiato la personalità dell’essere umano: ecco in che modo

Incredibilmente, lo studio ha notato un piccolo calo nel nevroticismo. Quindi gli esseri umani sono in media un po’ meno nevrotici dopo aver vissuto la pandemia. Quasi tutti i volontari studiati, invece, sono apparsi meno estroversi, meno aperti e meno gradevoli (cioè aperti al confronto e alla collaborazione col prossimo). La coscienziosità è rimasta più o meno uguale a quella dei dati precedenti al 2020. Però nelle donne è leggermente cresciuta, mentre negli uomini sembra calata.

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Effetti Covid-19 sulla personalità (Pixabay) – www.cilentolive.com

I cambiamenti sono stati moderati e interpretati in base all’età: gli adulti cambiano meno rispetto ai giovani. E in questo studio sono apparsi, come prevedibile, più inclini a calare in gradevolezza e coscienziosità. I più anziani, invece, non hanno mostrato cambiamenti statisticamente significativi nei tratti caratteriali. A mutare maggiormente è stata la personalità dei più giovani.

Quindi la personalità dei giovani adulti è cambiata di più, con marcati aumenti del nevroticismo e un significativo declino della gradevolezza e della coscienziosità. Ciò vuol dire secondo gli autori della ricerca che i più giovano sono diventati più lunatici e più inclini allo stress, meno collaborativi e responsabili.