Lady Diana, dopo 25 dalla morte emerge un dettaglio tenuto nascosto

La principessa aveva predetto la propria morte due anni prima dello schianto dove perse la vita con il compagno Dodi

Sono trascorsi 25 anni dal tragico incidente in cui Lady Diana perse la vita, insieme al fidanzato Dodi Al Fayed. Una ricorrenza funesta per la famiglia reale inglese e per i figli William e Harry.

Negli anni si sono diffuse le più svariate voci sulla causa dell’incidente e la pista più accreditata è quella che vede l’incidente come architettato per eliminare la principessa che oramai era scomoda per la Royal Family.

La morte di Lady D, così come la sua vita sono avvolte dal mistero, e ogni qualvolta si è provato a raccontarla il quadro che emerge è quello di una donna fragile, tormentata, irrisolta e forse affetta da manie di persecuzione.

La sinistra predizione di Lady Diana

Dopo il ritratto cinematografico del film Spencer, la vita e la morte di Lady D saranno scandagliate in un nuovo documentario realizzato dall’emittente britannica Channel 4 e da Discovery Plus intitolato Investigating Diana: Death In Paris.

Il docu-film mette in luce un dettaglio agghiacciante che riapre il caso dell’incidente del 31 agosto 1997. Come racconta il docu-film, pare che due anni prima del fatale schianto la madre di William e Harry avesse presagito la propria morte. Diana sosteneva che ci sarebbero stati sforzi per “sbarazzarsi di lei” entro l’aprile 1996 e che ciò sarebbe avvenuto a causa di un incidente d’auto che l’avrebbe uccisa o ferita. Il messaggio è noto come ‘Mishcon Note’ dal nome del legale della principessa, Victor Mishcon, che nel 1995 raccolse la sua dichiarazione.

Il mistero del messaggio di Lady D

L’aspetto più oscuro della vicenda  riguarda però il ritardo nella consegna del messaggio agli investigatori francesi.  La nota venne affidata da Mishcon a Scotland Yard che tuttavia attese ben sei anni prima di condividere la notizia con i colleghi francesi

Ed è proprio su questo  punto che prova a far luce il documentario volto a rimettere in discussione gli esiti dell’indagine per provare a scoprire finalmente la verità. Henry Singer produttore esecutivo ha dichiarato: “Desideriamo mettere a tacere le teorie della cospirazione che continuano a oscurare questa vicenda, ma anche perché questa storia è una finestra sul mondo di oggi, dove i complotti non rimangono nei meandri di Internet ma diventano di dominio pubblico”.