Tè e tisane, i pericolosi rischi per la salute: bisogna fare attenzione a questo dettaglio

Una notizia preoccupante che mette in allarme il vastissimo pubblico dei consumatori di tè e tisane. Chi non sorseggia una tisana almeno una volta al giorno? Un mix di erbe digestive per il dopo pasto, una tisana rilassante per conciliare il sonno, il famoso tè delle cinque, oppure un buon tè verde per la prima colazione.

Sono prodotti molto amati ed apprezzati, che nel corso degli anni hanno preso sempre più piede cercando di scalzare il nostro amato caffè, con l’idea che è più salutare: il tè è antiossidante, il tè sfida il cancro, la tisana aiuta invece il nostro benessere facendo, in base agli ingredienti: dormire, sgonfiare, drenare. E allora cosa sta succedendo? Di quale pericolo stiamo parlando? È un allarme concreto, e bisogna fare molta attenzione. Ecco i dettagli.

I tè verdi, uno dei più contaminati – Cilentolive.com (foto pixabay)

L’associazione francese ‘Millions de consommateurs’ ha deciso di testare le bustine di tè e tisane ed il risultato è sconcertante, hanno rilevato la presenza di pesticidi. Il Glifosato, thiacloprid, acetamiprid, clorfenapir ecc, sono state trovate 16 sostanze tossiche all’interno di 48 prodotti che hanno testato. I tè più contaminati sono quelli neri e verdi, come la maggior parte degli infusi a base di verbena. Gli unici infusi dove non è stata rilevata la presenza di pesticidi sono quelli biologici. I luoghi principali alla base della produzione sono in India e in Cina, che con il loro clima caldo e umido ne favorisce la crescita ma li espone a un rischio più elevato di funghi e insetti. I produttori utilizzano molti fungicidi e pesticidi per evitare la contaminazione, ma la cosa sconcertante è che dopo questi trattamenti durante la sua produzione il tè non viene mai lavato.

La situazione è peggiore di quello che immaginiamo, all’interno di alcune bustine convenzionali è stata rilevata la presenza di pesticidi. In Europa e in Francia c’è un limite che previene la quantità di molecole infette che possono essere presenti nei tè e tisane, infatti la vendita è proibita superata una determinata soglia. Risultati peggiori li hanno ottenuti i tè verdi alla menta che analizzandoli sono risultati i più contaminati contando cinque riferimenti su dodici fuori classifica. I tè neri invece rilevano un solo pesticida non autorizzato, mentre per quanto riguarda le tisane abbiamo risultati migliori in quanto queste vengono colte ad un stato brado e si trovano in luoghi più controllati rispetto ai tè.

Tè e tisane, i rischi per la salute: le bustine sotto accusa

Le analisi ci dicono che la sostanza maggiormente rilevata è il Glifosato che è stato rilevato nel 30% dei prodotti, soprattutto nei tè neri con una stima di 11 su 16 referenze. È risultato contaminato anche il tè verde alla menta della Lipton e cinque infusi a base di verbena. Ovviamente, l’inalazione di questi pesticidi è molto dannosa per la salute dell’uomo, tanto che gli agricoltori sono rimasti spesso vittima di casi di intossicazione. Il pericolo non si ferma ai pesticidi – come se non bastasse – all’interno delle bustine sono state fatte delle scoperte inquietanti, sono stati infatti trovati corpi estranei come insetti, frammenti di plastica, sassi e peli di roditori.

Le bustine di tè e tisane sono contaminate? – Cilentolive.com (foto pixabay)

Inoltre, i tè sono risultati leggermente sporchi, negli infusi sono state trovate tracce di sostanze organiche, questo perché essendo colte allo stato selvatico vengono a contatto con gli animali. Le tisane invece, essendo di maggior produzione biologica hanno poca o nessuna traccia di trattamenti antiparassitari. Gli infusi a base di verbena rilevano la presenza di frammenti di sassi o plastiche che molto probabilmente vengono dalle buste o bustine.