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Nikkei 225, cos’è? Definizione, come funziona

L’indice Nikkei 225, noto semplicemente come Nikkei, è l’indice azionario della borsa Tokyo (TSE – Tokyo Stock Exchange). Gli Analisti e gli addetti ai lavori lo considerano come un prezioso riferimento  per l’economia mondiale poiché è strettamente collegato all’occidente. L’andamento è calcolato dal quotidiano Nihon Keizai Shinbun ed è aggiornato ogni 15 secondi.

 

Storia Nikkei index

Il Nikkei 225 ha esordito nella borsa giapponese nel settembre del 1950, anche se in modo retroattivo dal maggio 1949, e deve il riferimento numerico nel nome al fatto di prendere in considerazione le performance di un paniere di 225 titoli di altrettante importanti società quotate in borsa.

Il Nikkei ha raggiunto il suo massimo storico nel dicembre del 1989 quando toccò  quota 38957, sull’onda lunga di una bolla speculativa che investì l’economia nipponica.

L’indice, come ricordato, viene aggiornato ogni 15 secondi (borsa Tokyo tempo reale)in base ai calcoli gestiti dal quotidiano Nihon Keizai Shinbun.  Le 225 società più in vista delle oltre 400 che formano il primo mercato (first section) vengono rimodulate ogni anno e ciò rende l’indice particolarmente affidabile ed equilibrato perché assicura aggiornamenti costanti del rapporto tra settori industriali, liquidità e stabilità.

 

Come funziona la quotazione Nikkei

Tecnicamente, Il Nikkei oggi viene definito come un indice large cap, il che significa che rappresenta il mercato nella sua totalità e non utilizza particolari pesi specifici o conversioni.

Presenta similitudini con il Dow Jones, è basato sul prezzo delle azioni (price weighted), espresso in yen, ponderato sul valore delle stesse, e non tiene quindi conto della capitalizzazione dei titoli nel calcolo; essendo determinato su un numero elevato di blue chip rappresenta in modo particolarmente dettagliato la struttura economica del Giappone. Ciascun titolo è valutato sulla base della medesima unità di misura, il cui valore nominale è di 50 yen.

Rappresenta si fatto un punto d’incontro con le borse dell’ occidentali perché, a causa del fuso orario queste ultime all’apertura hanno come riferimento la chiusura del Giappone, e anche perché molte delle società ricomprese nell’indice operano degli USA e quindi il Nikkei risente particolarmente dell’andamento del Dow Jones.

Così come già ricordato, gli stock delle società incluse nel paniere vengono rideterminati ogni anno a settembre, e rimodulati entro ottobre; ecco perché l’indice è considerato il principale indicatore dell’economia giapponese ed è un asset immancabile nel portafoglio di ogni investitore esperto (nikkei futures).

Se è vero che l’Hang Seng, l’indice cinese, rappresenta un mercato molto superiore a quello giapponese in termini di liquidità, e le borse valori cinesi abbiano una capitalizzazione più che doppia rispetto alla borsa di Tokyo, è vero anche che il Nikkei è considerato il secondo indice più importante al mondo, dietro solo al Nasdaq.

La spiegazione va ricercata nella struttura dello stesso; le società quotate nel TSE sono in genere colossi mondiali, con un alto indice di branding, cioè sono considerate affidabili, riconosciute e stabilmente presenti nei principali mercati mondiali; le società cinesi hanno un’enorme liquidità a disposizione, ma fanno affidamento quasi esclusivamente allo sterminato mercato interno e alle consistenti esportazioni, sono però esposte alla volatilità e, quindi, meno appetibili per gli investitori.

In parole povere, sebbene sia l’indice dell’azionariato più importante dell’Asia, il NIkkei 225 è legato all’economia occidentale e risulta omogeneo, quindi genera fiducia.

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