Torri saracene, la storia, oltre il mito tutto quello che c’è da sapere

Le coste del Sud Italia sono caratterizzate dalla massiccia presenza di “strani” edifici in mattoni o pietra, dalla forma cilindrica, che di solito si trovano a picco sul mare. Alcune conservano ancora l’aspetto originale, altre sono ormai diroccate e ridotte a veri e propri ruderi. Questi edifici ricordano vagamente i torrioni dei castelli medioevali, presenti al lati della fortificazione e costruiti al fine di avvistare eventuali nemici, e prevenire gli attacchi esterni. Naturalmente costruire castelli fortificati per difendere le coste sarebbe stata un’operazione lunga e dispendiosa, che nemmeno il più munifico degli imperatori avrebbe potuto permettersi. Dunque la soluzione era semplicemente estrarre dal contesto la torre stessa, per renderla un edificio a sè stante. Sono nate, così, le torri saracene, edifici fortificati posti lungo le coste, in punti strategici, allo scopo di avvistare eventuali nemici provenienti dal mare. Il nome “saracene” deriva direttamente da quello che è il suo scopo, ovvero difendersi dai pirati, chiamati in modo gergale, e senza distinzioni, saraceni.

Torri costiere

Le torri di avvistamento sono da secoli uno degli strumenti di difesa più utilizzati, a riprova di questo vi sono le numerose torri normanne e torri aragonesi sparse un po’ dappertutto, lungo le coste del Sud Italia. L’esistenza di questi edifici fortificati, in realtà, inizia molto tempo prima, quando i Romani adottarono questo sistema di difesa per proteggersi dagli attacchi dei pirati che, all’epoca, dominavano il Mediterraneo.

Discorso diverso, invece, per quanto riguarda le torri fortificate presenti in altre zone d’Italia, per esempio in Sardegna. Gli edifici collocati lungo le coste sarde, infatti, hanno origini molto più recenti, esse risalgono all’imperatore spagnolo Filippo II il quale, a partire dalla seconda metà del 500, ne ordinò la realizzazione. Lo scopo rimaneva sempre quello di difendere i confini, ma i nemici inm questo caso erano rappresentati da pirati proveniente dal nord Africa. L’appellativo “saracene”, dunque, in riferimento a queste costruzioni fortificate, sarebbe da ricondurre ad un periodo antecedente, intorno all’XI secolo, quando gli invasori arrivavano, in gran parte, dall’Oriente.

Torri saracene Positano

In Campania, in particolare nella zona di Positano e della Costiera Amalfitana, le torri di avvistamento fortificate sono state costruite in grandi quantità, sin dal periodo longobardo, con una ulteriore spinta durante la dominazione angioina e aragonese. I Comuni quasi sempre li restaurano e convertono gli spazi in luoghi adatti ad ospitare iniziative o mostre oppure, ancora, le torri vengono acquistate da privati e diventano ristoranti o alberghi, dove è possibile gustare il meglio della cucina locale, in una location suggestiva e unica nel suo genere.Torre sponda Positano, Torre del Saraceno Amalfi, Torre Saracena Seiano, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

La Costa Cilentana

La costa cilentana è ricca di torri saracene: le fortificazioni sul territorio sono ben 58, dislocate lungo la costa tra Sapri e Agropoli. Acciaroli, Villammare, e tanti altri, ognuno di questi Comuni ha una sua torre, ma questi edifici non restano abbandonati a loro stessi, anzi. Queste costruzioni diventano il simbolo delle città, e rappresentano le vestigia di un passato lontano, ma che non va mai dimenticato.