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AGROPOLI,40 ANNI DI SERVIZIO DELLA CLINICA NON SI DIMENTICANO IN UN GIORNO Di Sergio Vessicchio

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La violenza o le ore di amore tra signora rumena e il dipendente della clinica sono fatti sui quali sta indagando la procura della Repubblica insieme ai carabinieri di Agropoli.Che tra i due ci sia stato un rapporto,di violenza o consenziente,fa parte della cronaca e non va strumentalizzato.In questi giorni,a ridosso di questo episodio,ne abbiamo sentite di cotte e di crude.Il fatto è da condannare o che si tratta di violenza o che si tratta di una scappatella.Sicuramente la gestione attuale della clinica una volta Malzoni oggi Mediterranea lascia a desiderare.Il passato per questa casa di cura è alla storia come un vanto per la città.Ha avuto direttori sanitari e amministratori di grande prestigio,ha avuto medici di grande spessore umano,professionale e intellettuale.Ha avuto gente con le “palle”.Per oltre 40 anni la clinica Malzoni è stato l’ultimo baluardo per i cittadini di Agropoli.E’ stata l’ancora di salvezza,è stata la speranza per gli agropolesi e i cilentani.Per tutti era l’ospedale,quell’ospedale che poi è arrivato e quando è stato aperto è stata ridimensionata la clinica con gravi colpe della regione.Oggi non ha più le funzioni di una volta ma è pur sempre un presenza di grandissima importanza.Ci sono forze lavorative di grande rispetto,ci sono persone che hanno umanità,professionalità,disponibilità.Non può un episodio,seppur grave e condannabile,condizionare la vita di una struttura che oggi rimane l’ultimo baluardo per un territorio massacrato dalle inopportune e fallimentari scelte della politica.In quella clinica ci sono uomini e donne di spessore e di professionalità,ci sono maestranze che operano da molti anni con profitto e alta compostezza morale.Non può un episodio condizionare il giudizio.Non dobbiamo farci sorprendere dall’operato di una sola persona che ha sbagliato.Non si può fare di tutta l’erba un fascio.Questo non può essere consentito e non ci appartiene.Ma ci troviamo nel mondo dei social e della schifezza intellettuale che oggi gira nei mezzi di comunicazione amplificata tra la società civile.Non vedono l’ora di andare su Facebook a scrivere i loro insulti,di esternare il loro essere “fetenzia umana”.Porci,squallidi,schifosi.Quello che scrivono gli imbecilli dei social è pari allo stesso modo dell’azione fatta dall’uomo che avrebbe violentato la rumena.Giù le mani dalla clinica Malzoni.Solo nominarla in senso negativo rappresenta una bestemmia.Per cui esprimiamo piena solidarietà ai medici,al personale paramedico,a tutte le maestranze per chi ha generalizzato.Stigmatizziamo l’operato della direzione perché non ha saputo controllare e la invitiamo ad una più attenta metodologia di azione di controllo.E a chi sta strumentalizzando anche questo episodio per infangare gente che lavora e s’impegna dalla mattina alla sera diciamo.Andate via.Andate via da questa città.Agropoli non vi appartiene.Sergio Vessicchio

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Sergio Vessicchio
Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.
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