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MADRE CLONA SIM CARD DEL FIGLIO E LO SALVA DALLA DROGA, ECCO IL PARERE DI UN ESPERTO

Sembra tratta da un film di spionaggio eppure è la realtà, l’insolita storia che giunge da Salerno. Mossa da una forte apprensione e dal timore che il figlio fosse implicato in una difficile storia di droga, una mamma salernitana ha trovato nella tecnologia un alleato incredibile: un marchingegno in grado di clonare le sim-card. E dunque, per qualche tempo ha spiato telefonate, messaggi e finanche WhatsApp e Telegram del figliolo ancora quattordicenne. Per far sì che il suo piano al limite della legalità andasse in porto, la donna doveva riuscire ad avere per qualche ora tra le mani la sim-card del figlio, in modo tale da procedere con la clonazione. La fortuna vuole che un giorno il telefono cellulare del ragazzo si rompe e lei, all’istante, si offre di portalo in assistenza. Trascorrono un paio d’ore e il gioco è fatto: clonata la scheda e copiati, mediante una duplicazione, i dati su una sim secondaria, la mamma ha il pieno controllo di tutto il traffico voce, dati e sms che il giovanotto avrebbe generato da quel momento in poi. In questo modo la donna scopre che il figlio assumeva frequentemente stupefacenti ed aveva un cospicuo debito con uno spacciatore.”Se si considera il caso in un’astratta dimensione tecnico-giuridica, la condotta della madre potrebbe avere rilevanza penale” afferma il professore Andrea Castaldo, ordinario di Diritto Penale al Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Salerno, “ma se si guarda, come è doveroso, agli aspetti concreti della vicenda, la non punibilità della madre deriverebbe dall’assenza di dolo, poiché certamente non ha agito per arrecare un danno al ragazzo, bensì proprio il contrario. È interessante però il profilo sociale di questa storia . A che punto possa spingersi la prevenzione di un genitore nei confronti di un figlio, tanto da tenere una condotta ai limiti della legalità”.
Fonte: Il Mattino

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