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I CAMPI FLEGREI SI STANNO RISVEGLIANDO, CRESCE L’ATTENZIONE DA PARTE DELL’INGV

Esattamente 73 anni fa il Vesuvio fece registrare la sua ultima eruzione, il 18 Marzo 1944. Più di 12.000 persone furono costrette ad abbandonare le proprie case. La città di Napoli fu favorita dalla direzione dei venti che difatti spinsero nube e cenere in particolare verso il salernitano. Mentre il Vesuvio continua a dormire, cresce invece la preoccupazione per un altro supervulcano, potenzialmente anche più pericoloso, cioè i Campi Flegrei. Si tratta di un’enorme caldera di 12 km posta a ovest di Napoli, formatasi a seguito di una delle eruzioni più imponente della storia della Terra. Negli ultimi anni, i ricercatori dell’ INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) stanno evidenziando un evidente e costante sollevamento dei Campi Flegrei a causa della crescente pressione dei gas nel sottosuolo. Quest’attività ha fatto  scattare il livello di attenzione da verde a giallo e sembra stia raggiungendo un punto critico. La struttura è composta da oltre 20 crateri, alcuni al di sotto del mare ma altri invece abitati da oltre 500mila persone. Benché al momento non ci sia un rischio imminente di eruzione, gli esperti hanno dichiarato di potenziare ancora di più il monitoraggio per essere pronti a qualsiasi tipo di eventualità.

FONTE: La Scienza

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