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BLITZ NELLA MENSA UNIVERSITARIA DI FISCIANO: RISCONTRATE IRREGOLARITÀ DEL CIBO 

Blitz nella sala mensa dell’Università di Fisciano: la procura di Nocera Inferiore ha rilevato diverse irregolarità su conservazione del cibo e in materia di sicurezza sul lavoro. I controlli, coordinati dal procuratore Amedeo Sessa, sono stati eeseguiti due giorni fa dai carabinieri del Nas di Salerno, agli ordini del maggiore Vincenzo Ferrara e dai militari della sezione di polizia giudiziaria nocerina, guidati dal luogotenente Massimo Santaniello. Gli accertamenti scaturiscono da una denuncia anonima. Il controllo della qualità delle pietanze e il rilascio di tessere agli studenti per il pagamento dei pasti spetta all’A.DI.S.U. , l’ente regionale. I locali interessati dal controllo erano l’area di somministrazione, insieme agli ambienti utilizzati come deposito di sostanze alimentari, di materiale di consumo e laboratorio cucina. Gli inquirenti hanno segnalato alla procura, al momento, diverse contestazioni della legge 81 del 2008, che si rifà al testo unico in materia di sicurezza sul lavoro. Mentre sono in fase di valutazione profili di responsabilità di tipo penale, in special modo sulla tracciabilità del cibo. Nell’acquisire la planimetria dei luoghi, i Nas hanno scoperto che nel deposito delle derrate alimentari vi erano due pedane in legno in cattivo stato e con diversi chiodi arrugginiti, sulle quali erano poggiati alimenti preconfezionati. Nello stesso ambiente c’era poi una porta chiusa, comunicante con l’esterno ma con la parte inferiore in plastica usurata, di facile accesso per roditori, insetti e volatili. Nel laboratorio cucina invece, vi erano spigoli in ferro e davanzali metallici non arrotondati o coperti, oltre a nessuna cartellonistica indicante vie di uscita e alcuna luce di emergenza funzionante. Il laboratorio cucina e la zona lavaggio presentavano macchie di umido e scrostature dell’intonaco del soffitto, polvere vicino alle cappe di aspirazione e ruggine nelle celle frigo e sui banchi di lavoro. Nuove criticità anche in merito al manuale di autocontrollo sulla gestione delle derrate alimentari, che non verrebbe attuato. I militari hanno chiesto spiegazioni su di un arrosto di suino, non ottenendo i dati su produzione, abbattimento temperatura e tracciabilità dell’alimento. Lo stesso anche per alcuni prodotti di ortofrutta, chiusi in cassette di plastica senza indicazioni sulla provenienza. E ancora: tra l’area preparazione e cottura pasti, su due carrelli metallici porta vassoi c’erano piatti sporchi, lattine vuote e avanzi di cibo che risalivano a tre giorni fa. Infine, una stanza adibita al lavaggio delle stoviglie, dismessa ma accessibile, era in pessime condizioni igienico sanitarie. Il lavoro della procura sarà di valutare quanto accertato, insieme a chi avrebbe dovuto vigilare sull’applicazione dei protocolli di legge in materia di sicurezza sul lavoro e di qualità del cibo somministrato, oltre al suo controllo in tutte le fasi.
Fonte: Salerno Today 

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